sabato, 06 giugno 2009

 cugina minore - mha, la verità è che gli uomini sono spaventati dalla nostra intelligenza


cugina maggiore - ofigghia, è la gioventù che ti fa parlare così. gli uomini non si accorgono della nostra intelligenza, quelli guardano solo le tette. quando si ammosciano, ci lasciano, con o senza intelligenza


cugina minore - a me sembra che nel caso "con intelligenza", però, si incontrino maggiori difficoltà


cugina maggiore - restando valido il teorema delle tette, diciamo che se sei intelligente ti lasciano prima, usano come scusa che "sei difficile" e la tagliano prima


cugina minore - va bè, il mio fidanzato è troppo cretino per accorgersi della mia intelligenza, quindi non corro pericolo


cugina maggiore - ma cara, lui ormai ti ama, quinti ti sopporta malgrado tu sia intelligente

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mercoledì, 06 maggio 2009

Apriamo un ragionamento SERIO qui e ora, all'una e mezza di notte, quando ancora dovrei scrivere 18 mila battute su omicidi e canazzi i mannera.


Apriamolo, a caldo, sulla scia di una conversazione in chat con chiloto - benedetta figliuola ma perché insisti di volerti sposare - un post su fb di un amico stilista per spose che vuole disegnarmi l'abito meringa, il commento di un collega che non mi ci vede proprio, nella meriga; infine dopo l'adesione della sottoscritta a lo meglio gruppo mai concepito su Fb, quello per la re introduzione degli schiaffi come metodo educativo. che la sottoscritta amplierebbe con la versione de gli schiaggi anche agli uomini cretini, ché un pò bambini d'altronde lo sono,- beati loro perché di loro è il regno dei cieli, dice gesù (che il regno dei cieli sia dei citrulli? ma va, caosmo, è l'ora che ti ispira pensieri del genere!). Anzi, che mò lo faccio proprio, sto gruppo, stai a guardà.


Quindi, ragioniamo seriamente sul matrimonio, e cerchiamo di essere pratiche. e cerchiamo anche, riuscendoci, di convincere chiloto a non farlo, noooo!!


Anzittutto, premesse: io di matrimoni ne so parecchio. E non solo perché ho tanto amato un uomo sposato (via, caosmo, dormi, sono quasi le 2, censura battutatecce di dubbio gusto e pessimo umorismo di stampo ebreo..)


Diciamo che ne so parecchio dello stare sola e dello stare in compagnia. E dopo tanto essere stata sola e tanto in compagnia, in tutta onestà, io mi sento di dire: meglio un pessimo matrimonio che un'ottima singletudine.


So io che vor dì tornare a casa a notte fonda e trovarla vuota, notte dopo notte, guardarsi allo specchio a spalle nude pensare che sono troppo piccole per tanto peso da portare, e manco nessuno c'è che l'acccarezza per alleviare, se non guarire, il dolore.


So io che vor dì uscire e entrare dagli ospedali da sola, svegliarsi nel cuore della notte perché qualcosa fa male e pensare che potresti anche morirci, nessuno se ne accorgerebbe, solo per limitarsi alle considerazioni meno tristi.


Dico, per capirci: so anche che vuol dire avere qualcuno accanto, quando esci da un sala operatoria, poter contare su di lui per anni, sapere che, con la pioggia, il vento, la tormenta, o nel naufragio su un'isola deserta, lui sicuramente c'è, ci sarà e farà per te tutto il possibile. Perché io, prima di stare sola, ho avuto un uomo così.


So io, pure, con un uomo così, che vuol dire sentirsi fare una scenata di gelosia pure all'uscita dalla sala operatoria suddetta, sentirlo urlare a tutti i compleanni, le feste comandate, non sentirgli dire una parola d'affetto di sua spontanea volontà. E ne ho visti, in vita di mia, a bizzeffe di mariti latitanti, non è la regola che i mariti ti sostengano, nel momento del bisogno; ma anzi ti creano ulteriori impicci, alla bisogna, di solito. Come un figghiu babbu.


A ragione, perciò, vi dico che, comunque, a mio parere modesto è sempre meglio la coppia anziché la singletudine. Insomma, megghiu un figghiu babbu a carico che nessuno nello stato di famiglia.


Però, cari figliuoli o figliuole, sappiatelo che cos'è il matrimonio.


Non illudetevi di sposarvi per avere così un idraulico gratis: il marito NON aggiusta i lavandini sgocciolanti, in genere finisce di romperli.


Non illudetevi di ricevere rose per compleanni e anniversari: quelli sono i fidanzati, è un'altra razza.


Non illudetevi di sentirli pronunciare una parola di conforto, nei momenti di difficoltà. quelli sono gli amici, i mariti in genere quando avete un problema sono a giocare a carte.


E no, chiloto, levati dalla testa che ti porterà il caffè tutte le mattine, è più probabile che ti prenderà a calci, alle 5 del mattino, nel letto, perché tu vada a cucinarglielo.


Volete mettere su famiglia? Lo conoscete o no il diritto di famiglia? sono quasi 40 anni che non serve più essere sposati, perché i figli siano legittimi. Scusate, perchè accolarsi minimo due bambini (figlio e marito) quando potete averne uno solo e un assegno di mantenimento?


L'altro giorno ho telefonato all'Amicarossaromana.


"Vorrei tanto venire a trovarti - mi fa lei - ma ho la pupa con la febbre"


"Scusa - domando ingenuamente - ma non c'è tuo marito a casa?"


"Sì, come no - risponde saggiamente lei - e con lui chi ci lascio?"


La parabola è chiara?


Certo, al momento AMeNessuoMiSiPiglia, se qualcuno me lo propone ne discutiamo.


Nelle more, però...il bianco mi dona, almeno in estate. O no?

sabato, 25 aprile 2009

Vorrei amarti come un uomo, interrogarmi sulla tua sorte da lontano, dare in pasto  le tue carezze impudiche ai ricordi, fingere d'ignorare il pre sentire che ancora mi trattiene, legata alla parte sana della tua anima, quella che mi parla da lontano, gira in sottofondo nella tua voce, mi sorprende nel buio.

 

Vorrei staccare la spina di tutti e cinque i sensi, anche i polpastrelli parlano troppo, quando accarezzano l'immagine di te mai sbiadita nella camera oscura del mio fottuto cervello. La traducono in un tratto di matita precisa. Sei ancora il loro unico linguaggio.




Vorrei saper chiudere gli occhi su di te. Poi t'accarezzo piano il petto e t'abbraccio, m'ubriaco del tuo profumo di borotalco e inganno la morte, la vita, il futuro, il dovere, le possibilità.

Annego nel batter di ciglia dei tuoi occhi limpidi, nel tuo parlare amaro, il tuo silenzio protettivo. Per me. Per te. Per chi non c'è più.
 

 

http://silencio.weblog.com.pt/images/eyes/EgonSchiele_The_Family1918.GIF

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martedì, 14 aprile 2009

Piove una pioggia insulsa e appicicosa, scioglie i lampioni accesi da un accenno di sera, il rosso delle labbra contro il vetro appannato di fiato, tramo a punti, virgole, consonanti, i pochi versi d'amore che conosco. La casa tace di un silenzio che è benedizione mentre una quiete insensata dal fondo dello stomaco m'inchioda alle braccia, le gambe, i miei piedi scalzi sul pavimento gelido, i bisogni minimi.Ci vorrebbe un'altra tazza di caffè, tu a cingermi le spalle. Soffio sul vetro, sui pugni, affogo nelle pagine di un libro, uccido morsicandomi le labbra una canzone inappropriata e lascio andare il desiderio di te, che  non sarai lì per me, domani.





Le conosci le ragazze


le hai mai viste camminare


sanno stare in equilibrio come me

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categoria:quel che resta del giorno, camera 403
sabato, 04 aprile 2009
Mi godo immobile e sciatta questo violento essere fuori dai giochi. Ne assaporo il croccante gusto in bocca stendendo i muscoli delle gambe sul tavolino davanti al divano. Cozze, vino bianco e il lusso - consapevolmente - di non volerti più bene.



da La Dis

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giovedì, 05 marzo 2009
amoresQuerida Pinatap,
voglio omaggiare la tua metafora del muro di gomma...
sono sola in una stanza di albergo aspettando il verdetto di morte di una delle storie + belle che ho vissuto. Caosmo ti cita ed effettivamente devo ammattere che lo "sbattuliamento" da colpo attutito ma perito c'azzecca.
Indugio un secondino per capire dove sono e mi rendo conto che continuo ad essere sempre nello stesso posto anche se oggi ho traslocato... alla fine mi rimane sempre questa maledetta percezione di me in cui mi sento testimone unica e sola della mia sorte..effettivamanente mi dico é vera la storia dei pilastri, é vero che gli amici, la famiglia sono la constante della tua esistenza perché tutte le volte in cui mi sono sentita spezzata in due non ho fatto altro che tornare indietro con la memoria cercando conferme della mia esistenza...ebbé, il futuro, cosí come me lo sono scelta io sará sempre incerto e anche se peggiorare non potrá dubito che mi regalerá grandi rivelazioni.
Come diceva l'oroscopo, l'amore al principio dell'anno sará una perfetta schifezza ma verso novembre migliorerá... é il principio che non capisco..in tutti i sensi. Mi dico che dovrei cominciare a pensare a me, alla stabilitá, alla famiglia...e queste piccole scaramucce esistenziali mi fanno perdere l'orientamento e la forte chiloto si trasforma in un agnellino bisognoso d'affetto!
Te lo do io il silenzio degli innocenti!!! Una e trina, con tanto di pisello multiuso con l'optional del multineurone, ché gli uomini definitivamente non potranno mai avere.
Ho voluto sbattere contro un muro, cacchio perché fermarsi, ci sbatto, mi sbattulío e poi ricomincia il ballo, ché se é nella natura come opporsi....?una volta che si aprono i circoli viziosi é difficile tirarsi indietro. Quindi me lo prendo bello vizioso, magari in qualcuno di questi vortici il Dio Oroscopo si deciderá a pronosticarmi tanto amore...

Per il resto, l'empatia con Caosmo sempre sará una costante, ora come ora MLPSS...anche se davanti a me continuo a vedere bastioni di muri di gomma, belliiiii...che senso avrá avuto la vita se anche con i muri di gomma uno non cerca di essere un poco umanitario. É mia la sofferenza dicevo, me la tengo e la coccolo perché in fondo anche lei esiste e, anche se intimimante, mi ricorda che almeno negli afflati ho un cuore che sempre cercherá di essere testimone fedele...agli altri, ai pilastri, lo racconteró quando giá sará pronto il prossimo muro ché tanto oramai sono troppo lontana anche per l'aiutino e l'abbraccio di consolazione!

L'autoconsolazione....il masochismo, l'autosconsolamento,  l'autosarcasmo onirico e un sacco di altri auto...sono carini, praticamente me la canto e me la suono solita solita! E sola sono, che ci posso fare.....

Vi mando un bacio dalla fredda Guaranda, ieri ho fatto la tinta e oggi ho rifatto lo sciampo, spero di incontrare il meccanico magari mi chiede il numero di telefono.....Vediamo come va? alla prossima puntata, queridos!!

Un beso
Chiloto
lunedì, 02 marzo 2009

Sono ilare come una bambina che ha sniffato nutella. Un'intera domenica in versione tappina/mutanna/pigiama,  un centinaio di flessioni dell'indice destro per sbattuliarmulabbru, cinque sms per comunicare al mondo che non avevo voglia di sentire voci (dis)umane, ho letto, scritto, scarabocchiato l'album da disegno regalatomi dal Grifo, usando l'accortezza d'evitar la musica; ché si sa, mi commuovo troppo facilmente io e l'ocucardiologo (il mio medico di fiducia, avendo io il cuore notoriamente strabico) me l'ha proibita fino alla fine del processo di disamoramento e l'inizio di un nuovo, utile, vanesio, stupido amore.








La giornata s'è svegliata calda e luminosa. M'attacco speranzosa ad oggi accenno di primavera; credo fortissimamente credo, anche ai giorni della merla: tolgo via la lana, il sacco a pelo dell'ex che fa da sopracoperta, sciarpa, guanti, cappello. Fatemi una pernacchia, insultatemi, vi tirerò dietro un sorriso ebete ed una scrollata di spalle, sotto questo sole posso solo essere felice e fottermene. Moderatamente felice e fottermene. felice il giusto, ma fottermene.








Sarà la giusta felicità a donarmi, o i 10 chili accumulati nell'inverno. Fatto sta che un tizio  mi blocca lungo i corridoi di palazzo e mi chiede il numero di telefono (Il nome? No, quello no, forse la taglia di reggiseno, ma del nome che può fregargliene), il Grifo si complimenta per la mise, il motociclista perde l'equilibrio, quando l'incorcio.  Eh, quanto può uno sciampo!








Ne vedo cose strane nei corridoi d'i(n)giustizia! Il senza tetto spedito agli arresti domiciliari. Il professionista quotato (il soprannome che evoca le novelle di sherazade non depone bene, in effetti) che pur di scagionare gli amici, "trasforma" il secondo piano di un palazzo nel quarto, nelle consulenze di parte: non era l'indagato irreperibile, durante il blitz, hanno sbagliato piano i poliziotti! Il pm che dimentica di allegare agli atti uno, due, tre, quattro, na pocu di verbali; il collega che chiude le indagini preliminari di una stessa inchiesta una, due, tre volte, l'altro collega che prima si rifugiava a lavoro per sfuggire alla moglie, ora scappa dall'ufficio al bar per sfuggire all'assistente molto assistente. Le informative dei carabinieri aggiornate come il cataolog di un archeologo.




Se posso permettermi una, due, tre al massimo, espressioni boccaccesce, o metafore della vita alla Bop: u suli spuntò! Quindi voi fate il cazzo che vi pare. A me, tanto...MLPSS.




Oppure, stante il noto fatto che è lunedì e per omaggiare la Dis: induculu a tutti voi.

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categoria:quel che resta del giorno, meglio vivere che scriverne, buddaciland
sabato, 28 febbraio 2009




sirioCe le ho un pò girate stasera.




Stella gigante



sola, lontana dalle altre



io sono qui



sono così



guardami bene indicarti col dito



sono stupito



dal bianco accecante che viene







La prima volta che mia madre andò dalla senologa per il suo male, quella se la prese con me.  Nel senso che mentre le palpava una tetta londandone le dimensioni, le rimproverò di averle lasciate "ammosciare", certamente per colpa dell'allattamento. LaGenitrice s'e voltata verso di me dicendo: " è stata lei, ha voluto succhiare fino a spremermi il sangue". "Ha fatto male signora - l'ha bacchettata la dottoressa - lei ora ha il seno che ha, sua figlia sarà sicuramente cresciuta con un bisogno di attenzioni fisiche esagerato".




Maga



portami al Nilo



Lascia che attinga al tuo vino



chiama l'Iside



nata dall'indicare d'Egizi



ai vizi di un Era



al bere che allevia



di un figlio nascosto, le pene






Ecco,  a me Freud sta un pò sul cazzo. Che avessi un guasto in questo senso, però, m'era chiaro ancor prima di conoscere la seno-psicologa. Che il bisogno di contatto fisico che sento non è normale, insomma, lo sapevo.  Ergo, infelice quando non amata.




Sirio gigante



resta, ti prego, mia amante
.




Che sono una gatta la cui sola priorità è avere una carezza mi è chiaro da tempo. Per questo sarò per sempre una puttanella.




quando all'alba mi sveglio



e il cielo con gli occhi, disegno



cercando il tuo viso



e, nudo mio corpo




Il problema è che a scuola ci sono andata (mannaggia) quindi non è che le voglio a tutti i costi, le carezze, né mi è indifferente da chi provengono; e non so rinunciare alla mia dignità (fosse anche nella mia personalissima accezione del termine) né alla verità.Per questo sarò per sempre una puttanella sola.




trasporto



nel buio,



diviso dal faro



sparo di stelle



frecce di luna su pelle




Ce le ho un pò girate stasera. Le ho dette si santa ragione a qualcuno, che ha risposto di conseguenza. Adesso l'osservo e mi chiedo se, a parte giustificarsi, abbia tratto una sola conseguenza pratica da quel che ha sentito e affermato. L'osservo e sono sicura che la risposta è no. Una volta gli dissi che non c'è niente di peggio che deludere chi non si aspetta niente. Non è bello misurare quanto pesa non credere, mica solo in dio. Ce le ho un pò girate stasera. Andrò a dormire, ma qualcosa dovrò pur farmene di tutto questo pacco di non amore e disillusione.






volo ferito



e goccia il mio sangue sul mare



infrange silenzio il chiamare



d'uomo che sente



sparito di Sirio il lucente




Sirio è sparita, Max Gazzè





 




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categoria:guasti, perché lo amo
domenica, 22 febbraio 2009
31122008066Questo post é MIO, come il tempo e la vita

Lo so che il tempo non puó appartenermi, ma in questo momento me ne fotto delle menate trascendental-relativiste, perché...perchè, qualcuno me lo sta fottendo, assieme alla vita...
Mi duole pensare che questo qualcuno sia io..mi duole pensare che forse neanche io mi appartengo...ma ne fotto per la seconda volta..questo é un post sulla rivendicazione di possesso.

Io, me medesima, appartenente a me medesima, autopartogenizzata, e autodistrutta..Io mi appartengo.
Mi appartiene tutto di quello che sono e tutto quello che faccio é mio...buono o cattivo, distruttivo o positivo...sono sempre IO.

Mi sono specchiata nei volti di tante persone, sono diventata la loro copia, cangiante come il mare e volatile come il vento. Una valigia ambulante con dentro tanti sassolini, MIEI, da spargere...serviranno a qualcosa? non importa, sono miei...

Ho sentito le mie lacrime colare giú fino ai piedi, sola in una casa MIA in un posto MIO per scelta...da secoli non mi sentivo cosí fragile...non sapevo di avere tante lacrime IO...in questa fragilitá ho rivisto il tempo mio riflesso in un'altra persona...il tempo giovane, fresco, sfuggente.....ho avuto paura, ed un volo pindarico mi ha portato su in cima verso il pensiero della morte.

Mentre colavano le mie lacrime, speravo di sentire il fondo...niente, allora ho provato a strisciare, ad implorare, a chiedere perdono, per un altro istante adolescenziale..ma giá non mi apparteneva.

Non mi appartiene neanche la possibilitá di rinascere, ho fatto mia la razionalitá e la corsa ad ostacoli....impossibile fermarsi, impossibile ricominciare...non c'é piú tempo, solo keep running!

Ora dico io.... con tante maledettissime cose che possono entrare ed uscire dalla mia vita, perché solo me ne rimango con quelle che mi fanno + male? Ah, certo..il dolore anche quello é mio, vabbé allora me lo tengo e sai che lo aggiungo alla lista, MIO come il tempo, la vita ed il dolore.

In fondo, tutto fuori scorre...ed é giusto che il dolore rimanga chiuso in questa casa MIA, in questo post MIO, in questa Vita fottutamente mia!

Dedicato a chi era troppo vecchio per essere tanto giovane
ci sono caduta di nuovo dopo quasi 15 anni

Grazie lo stesso, I will keep running
 

Chiloto
sabato, 21 febbraio 2009
romaMentre imparo il giorno, si fa sera. Affacciata agli eventi, sgrano un rosario di dovrei, ingrasso  nell’assenza vuota di ricerca, evaporo per attraversare le pareti che censurano i pensieri. E’ una corsa la vita? O è starsene qui in finestra con le orecchie affinate ai soli rumori minimi: la neve che cade, i pensieri grevi che s’affastellano metallici, i latrati notturni nelle campagne, il tic tac del mio cuore a corda.  E’ un dovere la vita? Sulla soglia dei giorni nuovi, procedo al ritmo delle incombenze inutili, succhio la mammella delle città un po’ troie, un po’ magnanime, un pò figlie abbandonate di madri isteriche. E' una barca di carta la vita, e quando si bagna affonda? O una vela che al vento non ubbidisce mai? Attendo il colore, i profumi, porzioni di pelle da assaggiare, spunti di conversazione da incorniciare, ispirazioni da rubare, amori da tradire, pensieri buoni a pensare, emozioni che invitino a tornare. Ché non sono qui per i miei bisogni, per le altrui necessità, per credere, volere, chiarire, difendermi, lasciarmi andare, lasciarti andare, censurarmi il desiderio, né per essere felice. Ma non posso ancora una volta ubriacarmi al calice amaro della nostalgia.  






Perché ogni timidezza ha bisogno di un pretesto, nelle notti gravide di conseguenze, anche quella dei ricordi.







Thank to: Pin Tap per la foto, la sera.
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categoria:considerazioni inattuali, europeismi, guasti, sconsideratezze inattuabili
mercoledì, 18 febbraio 2009

Salomè se ne va in giro per casa morbida. Sembra placida, invece è inquieta, guardinga e silenziosa. Acetta il collarino rosso che il Grifo le ha messo al collo, si struscia contro la  sua pancia e al mio seno, si lascia torturare, prova a reagire ma ha paura. Salomè le ha prese, si sente anche quando fa le fusa che ha paura, vuole nasconderlo ma ha paura. Il Grifo l'ha battezzata come me senza saperlo. Le accarezzo il manto tigrato e le auguro di non fare la mia fine.



Perla cchiù d’’e pperle

rosa cchiù d’’e rrose

si’ pe mme

igneme ancora ‘e vase
sta vocca tene sete ‘e te

tu quanno scinne è comme si purtasse luce

mmiezo ‘a via

areto a te se chiude ‘a porta d’’a malincunia




Misuro in lungo e largo  la Sicilia con quella forza della natura della mia zita, io lei e LaPennella siamo un trio da cartone animato. Lei sotto la coppola rossa di velluto, io sui tacchi, LaPennella sotto il cappuccio da elfo.  Passeggiare sui mosaici romani in restauro con i tacchi a spillo è un piacere cristiano: senso di colpa e soddisfazione da trasgressione. Il ciclo esatto secondo me è  questo: trasgressione-piacere-senso di colpa da trasgressione-piacere da senso di colpa-senso di colpa da piacere. 



 e’ ‘a quanno te aggio vista ca me songo

‘nnammurato ‘e te




Intimo al Prof di scrivermi. Cosa? mi chiede. E si risponde da solo: memorie e illusioni. In lui le due cose coincidono. Ma è meglio che non glielo faccia notare.




tu senza ‘na parola hai ditto ca vulive a mme

comme quanno vene ‘a staggione e ‘o friddo se nne va

‘o ffuoco dint’’o core mio s’era appicciato ggià





LoSbirro mi chiede se ho ancora intenti bellicosi, si sente rispondere che sì, perché dovrei averli abbandonati? Non ho ottenuto quel che volevo e con me, da quando mi conosco, il tempo decisamente non fa il suo dovere. Sì lo so - mi apostrofa - tu quando 'nzicchi in qualcosa non è lasciandoti fare che ne esci. Sei come una vite ad espansione. Ha ragione. Ergo: sono fottuta. E' anche l'effetto che mi fai, sono costretto ad ammetterlo ogni volta che ti rivedo, mi piaci sempre di più.  ripete andandosene. Deve essere vero, a giudicare da quel che vedo sotto la cintura. Il piacere che mi da vedere gli uomini eccitati è meno sacrilego ma ugualmente perverso del deturpare con i tacchi i pavimenti di una antica villa romana.


quanno ‘o vveco nun ‘o ccredo

nun me pare ‘o vero

ca ‘a cchiù bbella d’’e quartieri

fa ammore cu’ mme

e si st’ammore è sincero

famme nu piacere

dicencello ‘o munno sano ca vuo’ sulo a mme
 




 Caracollo sui tacchi a spillo, sotto la pioggia e il cappello di Chiloto,  un seno dolorante ma non riesco proprio a sentirmi una amazzone. Interrogo il cielo scuro e il fondo dello stomaco: per me la tempesta è passata, ma ne ho ancora per un anno, per riveder le stelle.


diceno ‘e cumpagne mieje ca nun te ne ‘mporta

niente ‘e me

ca è sulo nu dispietto a chi nun te ha vuluto cchiù

diceno ca i’ so’ speciale e nun me pozzo ietta’ accussì

appriesso a una comme te ca me po’ fa’ suffri’




Ho il passato acceso dentro come fosse qui e ora. Ho le voglie fuori posto come i capelli, fuori luogo come i tacchi sui mosaici. Accarezzo col pensiero una foto e mi sembra d'accarezzare lui: le fossette che gli corrono ai lati delle labbra, le  mani piccole, l'orecchio, quello lì, quello che gli da i brividi quando lo lecco, l'odore di borotalco della sua pelle, il calore del suo corpo sul mio, l'attaccatura del collo, dove andavo a nascondermi col viso, il suo viso tra i miei seni. Ho gli occhi aperti nel buio, lui appoggiato con la guancia alla mia schiena, cerca sollievo. Quello che trovo quando mi cinge le spalle, solleva i capelli, mi bacia la nuca, tiene salde le mani sui miei fianchi per evitare che coli via, mentre mi sciolgo. Desidero ancora la sua saliva sulle mie labbra, lo sperma caldo sulla pancia, dentro di me, le sue mani che si prendono quel che gli appartiene come il primo giorno che mi ha spogliata.  


cchiù ‘e tutte cose chello ca me piace ‘e te

è ‘a carnalità

ca si na cosa nun ‘a vuò fa’ tu dice ‘a verità

rimmane comme si’ pecchè hai cagnato chesta vita mia

cu’ tte trase ‘alleria e caccia fore ‘appucundria




Perfavore non disciplinatemi il desiderio, potrei morirne.


Almamegretta, Fa'ammore Cu'mme


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lunedì, 09 febbraio 2009
A volte il ricordo diventa facoltativo...mi devo proprio sforzare per ricordare cose importantissime come l'odio, l'antipatia, i difetti, l'amore, la simpatia, i colori...
La mia querida Caosmo oggi dice che "l'esperienza é quello che ottieni, quando non ottieni quello che desideri"...

Di fronte a casa mia stanno dando la messa di carnevale, sono le 19.28...non c'è verso devo sentire le parole del vangelo mescolate all'importanza di bere alcohol e sprecare acqua per il Taita Carnaval....e allora mi riscopro sola e cerco di ricordare quando ero a Lago Agrio e di fronte all'ufficio avevo una chiesa dove cantavano "il ragazzo della Via Gluck" in versione cristiana.."ma verrá un giorno che ritorneróohohohoho". Era fantastico, noi rimanevamo senza luce ma loro sí che erano i prediletti del signore con luce, alto volume e colori psichedelici...

Oggi me ne fotto del fastidio all'orecchio e scrivo un post chè é da un secolo che non mi faccio viva! avevo dimenticato di vivermi....

L'anno scorso di questi tempi ero in piena emergenza inondazioni, quest'anno no e allora posso permettermi di ricordare me stessa e rimanere una volta in piú in silenzio..ché qui non c'è molto da comunicare! e allora l'esperienza simil desiderio frustrato é che alla fine, dopo aver viaggiato tanto e aver conosciuto tante cose, i temi rimangono sempre gli stessi: gli uomini sono e saranno sempre un libro aperto che noi donne nascondiamo accuratamente nell'ultimo cassetto della memoria facoltativa e che l'amore sempre sará l'unica ragione per farsi un'esperienza, chè non c'è paradosso + grande del sapere che l'amore é desiderio e che per questo non si apprende mai....

Nelle more come nell'amore, tiriamo avanti ché la felicitá é sempre troppo vicina per non essere raggiunta, questa é l'unica esperienza che ho...e la frustreró finché il mio silenzio non sará definitivo.
Grazie
vostra rediviva Chiloto
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domenica, 08 febbraio 2009

La data fatidica è stata fissata: maggio 2010. Ma che siccome che - Marchesini docet - noi qui si prepara le cose con largo anticipo...prova dell'abito da sposa!


-LaGenitrice (alla sorella): mi marito pure è andato con Lei, quando si è provata l'abito


-se sarà emozionato


-come no! c'era na musica soffusa...ha chiesto..scusate non è che si può cambiare stazione che c'è la partita?


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sabato, 07 febbraio 2009

cugine assorte davanti la libreria di una delle due.


cuginamaggiore: che mi presti da casa tua, sopra, da leggere, che di quel che ho qui ho letto tutto?


cuginaminore: e cosa potrei prestarti, se tutto quel che ho letto è qui?

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categoria:kiazzafamily
giovedì, 29 gennaio 2009

Driiin


Lei: sentiamo, che stronzata ti è venuta in mente da raccontarmi?


Lui: perché dici così? mi inibisci


Lei: te ne sei andato 3 minuti fa, mi stai già chiamando: ti è venuta in mente una cazzata da raccontarmi quindi


Lui: pensavo...la stagista che mi hai presentato, che ne diresti di darle il mio numero per un colloquio? sono pur sempre il capo no?


Lei: ecco appunto


Lui: ti faccio ascoltare una canzone


Lei: sintemu


Lui: knocking on heavens dooooooor...ehi ehi ehi


Lei: ok, questa è la canzone di quando sei tutto sommato sereno, quasi allegro


Lui: esatto!


Lei: va bene, allora ti lascio. senti ma..posso mandarti un bacio sulla punta della pancia o poi c'è il pericolo che passo per quella innamorata di te?


Lui: bè, se mi dai un bacio sulla pancia non sei innamorata, sei..


Lei: cosa, sono curiosa


Lui: buongustaiaaaaa!

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mercoledì, 28 gennaio 2009

Madonnina_notteLa città delle sabbie mobili annega sotto una pioggia perpetua. Cade giù il finimondo da novembre, non vuole smettere, in accordo perfetto al mio umore.


Sotto la pioggia è tutto un fai e disfa. E cose turpi che ci tocca leggere.  Post ultime elezioni, l'OD vara la nave per sbarcare in riva allo Stretto: quattro, forse cinque navi, battenti bandiera americana, recanti seco il forziere. Alla guida, manco a dirlo, un peones della provincia babba, che della città babba ha fatto man bassa da tempo.


Mesi dopo, sponsorizzato niente meno che dall'alto prelato, la nave si fa annunciare pubblicamente, tramite intervista a mezzo stampa, affidata al foglio locale. "La città muore sotto una cappa massonica!" Tuona. E aggiunge: E le confraternite? Della serie toc toc scusate, ci siamo anche noi.


Ed a noi uomini di critica, satira e racconto ci tocca pure di dividerci e commentare sull'uscita dell'altro prelato, chiedendoci con chi ce l'ha....


Intanto, lontano dallo Stretto, in una semi oscura e fredda città, ha preso il via la chiamata alle armi dei figliol prodighi che, in passato, hanno preferito operare lontanto. State tranquilli, viene detto loro, tornare e investire, gli inaffidabili stanno per essere spazzati via.


Mi fa pena il cabarettista-politico di turno, capro espiatorio mediatico. Ogni volta che lo vedo, in foto, mi torna alla mente una intercettazione telefonica di molti, molti anni fa, dove una signora - la regina di quello che un pm della Dda definì lo sport cittadino più diffuso, anche e soprattutto nei salotti buoni, cioè l'usura - delinea all'amante la futura ascesa politica del cabarettista brizzolato in questione, indovinando tutte le tappe. Ha sbagliato solo la bandiera, ché manco lei allora, pur le sue frequentazioni magiche (eh sì, pure le maghe in riva allo Stretto non disdegnano certi sport) poteva prevedere la discesa in politica del Cavaliere.


Ci distraggono con i tagli alla sanità, con la vigilanza Rai, col federalismo. Intanto, si preparano al ricambio politico, si preparano a nuovi investimenti meglio sponsorizzati, ricompattano i forzieri ( a cominciare da Caronte che ha rinunciato,in corsa, alla poltrona per aggiustare i guai creati dai suoi ormai ex soci). Intanto, il Governo isolano vara il Piano Energetico, il vero piatto forte. Seguito amministrativamente indovinate dove? Premiato studio legale Stretto-romano, con la consulenza di commercialista dal soprannome che è tutto un programma, un ex primo cittadino, un geometra che ama girare armato..( e che è un figo della madonna e mi gira intorno da mesi, managgia...tutti col lumicino me li cerco eh??)

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categoria:santaromanachiesa, meglio vivere che scriverne, buddaciland
domenica, 25 gennaio 2009

Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.   Ma tu – ora mi ricordo- non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati.   Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra. Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure ignote. Io chiederei   “Ti ricordi? ” , ma tu non ricorderesti"





Inviti superfui, da Sessanta Racconti, Dino Buzzati

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categoria:ipse dixit
sabato, 17 gennaio 2009

 


sigarettaSiedi, taci, guardami e chiediti: che effetto ti fa osservare mentre diventi un ricordo?







Un colpo in pieno viso, fucile a pallettoni, la fine di un cane sciolto, uno che non voleva stare al suo posto. Uno che aveva ammazzato un ragazzino di 13 anni di cui nessuno o quasi si ricorda.


Undici anni prima, un bravo medico morto ammazzato: fucilate in piena faccia. Un'altra ricorrenza: un ammasso di lamiere, il blu fuso a picco sul mare, quattro corpi estratti a fatica mentre si fa sera, poi notte, poi l'alba, il molo si va svutoando, i gabbiani raccontano. Le foto dei bambini di Gaza.


Ci sono giorni che la cronaca non puoi leggerla e neppure raccontarla. Te ne stai atona davanti lo schermo e la ascolti, uno scatto instintivo delle mani via dalla tastiera.


Sono giorni che ho il viso di Brunetta davanti. La incontravo quasi ogni giorno, prima che suo fratello le crivellase la testa di pallottole, tre piani sopra il figlio di due mesi dormiva. Me la ricordo incinta, a spasso col cane, piccola, curva sotto il peso della pancia e il sorriso di chi, nella pancia, portava la promessa di una felicità, la speranza di una serenità troppo a lungo negata. Sì, grazie, cresce, ci siamo quasi. Il sorriso cortese, appena accennato, l'aria di chi è sempre da un'altra parte. Ho capito dopo che non era timidezza, ma la consapevolezza, di chi ha troppo vissuto, che ogni sogno è precario e tutto può esserti strappato, da un momento all'altro. Sì, grazie, cresce, ci siamo quasi. Chissà dov'è ora, Brunetta, e perché da giorni occupa i miei pensieri.  


Alcuni si divertono a pontificare su cose che non conoscono. Altri vivono.


Insinuo la mia esistenza sottile tra uno spiraglio di quotidianità  e l'altro. Ascolto, osservo, se bruciasse di meno gongolerei nel "l'avevo detto io" ma Cassandra sa che il dono di Apollo è una condanna e tace. Il tempo mi ha dato, come sempre, ragione. Ma né di quella, come del coraggio, me ne faccio alcunché. 


Sei come vorrei che fossi io/amore mio/senza paure/Fai sempre di me quello che vuoi/ a modo mio/senza rancore


Rido, sospendo gli eccessi, recupero a fatica le forze che mi servono per ricostruire l'essenziale dei rapporti, cancellare il nocivo, spegnere le sigarette, godere di una notte di luci psichedeliche, un goccio di martini, una porzione di pelle chiara, il rossetto, l'intimità amicale che si rinnova, il farsi lento dell'allegria, il lievitare delle emozioni semplicemente autentiche.


Se cado giù sei mia/Risalgo e tu sei mia..


L'amore è un'urgenza che mi coglie sempre impreparata. Al tavolo del bar, alla scrivania, al telefono, in macchina. L'amore ha un nome e cognome incisi a fuoco sulla pelle. Cerco quello che so di lui tra le righe della parola scritta, lungo i suoi passi, osservando come occupa lo spazio. E lo trovo. Devo arrendermi all'evidenza che conosco ancora quel linguaggio muto anche ora che gli è negata la possibilità di divenir parola, carezza, preghiera a quattro mani. Il desiderio si accende sul fondo dello stomaco e non c'è alcuna diga di rancore abbastanza alta per contenerlo.

Io non sono già più qui. E' per questo che posso narrarlo.



Ma c'è la cronaca: ci sono bambini ai quali è stato negato il rispetto anche della memoria,  ci sono uomini che sanno uccidere e poi sputare sulle tombe, ce ne sono altri che osservano la morte e se ne lavano le mani. E c'è Brunetta, da qualche parte, che vuole tornare a casa e forse neppure lo sa, non se lo ricorda. Sospiro, prendo le distanze da me, mi stringo col viso al petto di chi mi sta accanto, rido grata di chi fa il pagliaccio per me, accendo la radio e compio piccoli, estenuanti, preziosi esercizi di felicità in millesimi




A mezzanotte sai che io ti cercherò/ovunque tu sarai sei mia...






  

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categoria:quel che resta del giorno, camera 403, guasti
lunedì, 12 gennaio 2009

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un pò,


e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò






E in pratica è successo che il 2008 è finito. Anno bisesto, cazzo se me ne sono accorta. E in pratica dall'anno vecchio mi sono portata dietro 10 chli in più che ora voglio proprio vedere come cazzo li smaltisco. E in pratica dovrei anche smettere di bere e di prendere il caffè, e sì che sul caffè ci stiamo attrezzando, ma quel bicchiere di rosso la sera, intorno al tavolo del cazzeggio con la Zia Pina e il Grifo proprio me lo dovete togliere? E manco fumo io!! E se mi levassi sto vizio del cazzo di scrivere cazzo ogni due righe così Forbici è contenta?


E niente...


In pratica mi sono portata dietro na serie di disgrazie che per fortuna sono arrivate tutte insieme come una tromba d'aria che sono così tante che quando la tempesta è passata o muori o ti rialzi e io non morsi maledetta me e quindi che ora mi tocca di campare per forza e allora va bene cercherò di campare meglio. E ora va bene, mi sento meglio.


E niente..


In pratica sono così, un pò ammaccata un pò intontita un pò saggiamente all'angolo, che non è tempo e comunque non potrei ed allora chino il capo, ha a passà a nuttata. E intanto si fa un pò di pulizia che non può far male e infatti fa tanto bene e mi sento leggera e mi sento più serena e mi sento pure più libera di essere io me medesima, ché in realtà io me medesima mi cci piaccio un sacco, in fondo in fondo, è che con certa gente puoi scegliere solo se averci a che fare o no, niente altro. e sì che lo ripeto sempre io...E' che ho sempre pensato che avere carattarere non vuol dire urlare ma tenere fede ai soli propri principi, sempre non solo quando fa più comodo a te. è che secondo me l'affetto è una cosa che ti mette in gioco, ti fa sporcare le mani, ti fa scendere al livello di persone che forse non stimeresti neppure, oppure ti fa tendere ad un livello più alto, che cazzo almeno ci devi provare. Ci devi provare. Si chiama amore, nel senso più largo del termine. tutto il resto è inchirsi a bucca china i pila...




E niente.... In pratica sono così, un pò ammaccata, ma se penso al futuro ed a quello che devo farci penso sempre che devo rischiare, e le cose è meglio farle e fari muddichi anziché no, e che è sempre meglio innamorarsi anziché no, è sempre meglio fare l'amore, fare figli, fare cazzate. E' sempre meglio starsi pure accorti e mettersi in gioco.


E niente..


In pratica ci sono i brutti pensieri e le brutte sensazioni che dicono che col tempo se ne vanno o comunque diventano sopportabili e che se non ci fossero sarebbe più semplice dire addio ma io mi ricordo sempre quella canzone di Max Gazzè a Valentina che ci dice a lei che il tempo non fa il suo dovere e a volte peggiora le cose e allora ia mi scantu. E va bene ci provo a dormire ma cazzo sti cazzi di sogni ogni notte ancora e stanotte l'ho pure buttato giù dal balcone a lui poveretto, e ti credo che c'aveva un maglione arancione col cappuccio portato su una giacca a scacchi grigio, nero bianco ma che diamine ti sei messo e certo che ti ammazzo. e poi va be era morto ed è già qualcosa ma sto cavolo di cadavere è finito su una grondaia troppo grande e stava lì e non voleva andar giù e cacchio ma una volta i sogni non erano metaforici? e lasciamo stare gli altri che non si possono ripetere


E niente..


In pratica ho borse da passeggio che sembrano borsoni e ci stipo dentro di tutto un pò e parto che sta cosa che sembro mary poppins e faccio la pendolare spero ancora per poco. che poi manco mi dispiace, stavo per togliermelo il vizio di partire ogni 40 giorni e quasi quasi mio padre mi rifiutava come figlia che ero uscita fuori razza, razza pedilongu ovvviamente...Poi ho sto cappellino da pescatoreditrapanifascion che m'ha regalato Chiloto e non me lo sono tolto più fosse solo perché me lo ha regalato lei. Che questa ogni volta che torna dal terzo mondo è sempre più secca ed ha colore di capelli sempre diversi e glissiamo sugli ziti, a me basta che uno zito ce l'abbia ché nel terzo mondo quando rischi la vita un fidanzato è un accessorio indispensabile e ce l'ho sempre diciuto io. E lasciamo stare il fatto che allo zito ci ha regalato un maglione di lana - in equador (??)- ma nel terzo mondo ci sono le ande, dice lei, ché però si dimentica di dire che lo zito predetto è allergico alla lana ma forse ci sta pigliando per il culo.


E poi c'è la cugina menzana che è diventata single e signuruzzu è finito che da scomunicata della famiglia che ero sono diventata la più sensata, sarà che loro crescono e io invecchio e basta e infatti manco si batte un chiodo da mesi ma questa è un'altra storia e forse è meglio così. ché l'astinenza è pur sempre una cosa nuova e bisogna sempre fare cose nuove fino a che non decedi. E poi c'è l'Amicarossaromana che è diventata mamma e la pupa è bellissima anche se somiglia al papà (miracoli della natura) e Forbici che è diventata pure mamma e per fortuna Cirillo ora ha smesso di piangere e ride sempre e pure lui è miracolosamente bello nonostante il padre ed io avevo paura che gli regalasse lo zuccotto pure al pupo e invece gliel'ho regalato io il cappellino col ponpon e pure i guantini di lana più piccoli del mondo,  che se mi sente, nostromarito, me le da di santa ragione.


E poi c'è il Grifo che si è comprato un giubotto rosso da pischeletto ed è un figo della madonna ma io me lo prendo per il culo che non vuole ammettere la vecchiaia e allora io ci ho regalato un maglioncinodapensionato e chi voli capiri capisci. E poi c'è l'Amicachevienedalgrandefreddo che se ne va in giro col cappellino con le palle in testa che le ho regalato io e a me viene da piangere quando la vedo perché sono felice ma lei mi torna sempre più secca..ma porco di qua e di là, ma praticamente mangio solo io, mi mangio tutto quello che nonmangiate voi?? E pi c'è il mio ex storico, quello che mi ha cresciuta, quello che ho sopp..ops..amato per un decennio e mezzo e questo mò si sposa, il giorno dopo del mio compleanno ed il giorno di natale ci hanno anche portato la serenata e lui abita davanti casa mia. e va beè auguri che ti devo dire, contenta sono ma veramente, ma veramente contenta per te ci mancherebbe, ma proprio ad agosto ti dovevi sposare tu , e la tua zita è del nord e non potresti sposarti lì anziché sotto al mio naso? ma mi vuoidire quacchecosa per caso?


E poi c'è la tromba d'aria che dice che arriva su Messina e manco la spazzerà via e manco puoi dirigerla dove ti pare, che so, su Palazzo Zanca o sui 4 cavalli che mali nun fussi. e piove una pioggia della madonna e io canto i negramaro, così, giusto per tagliarmi le vene e fare contento Bop, e anche la mia zita che canta i negramaro pure lei in macchina. ché lei fa la camionista e io sono fiera di lei anche quando mi prende in giro e mi cazzìa dicendo sante verità.


E niente..anzi Gniente come dice LaGenitrice che è romana...


In pratica c'è il sindacalista grafomane pazzo che mi manda il fax per dirmi che mi ha mandato una mail, il tecnico che viene, sistema il fax, se ne va e il fax smette di funzionare, e il tecnico va e viene ma sto fax proprio non vuole saperne che se non mi guardassi allo specchio almeno una volta al giorno mi verrebbe il dubbio che si è innamorato e mi sabota il fax appositamente. poi c'è che io sono pazza ma gli altri paccìanu, e c'è la zita del mio ex che non mi ci abituerò mai a lei che quando c'è lui non mi saluta stizzita e quando lui non c'è è tutta coccole e moine e io a certe cose di femmine non sarò mai buona, c'è poco da fare. E io avevo detto che non lavoravo più oltre le nove e sono due sere che mangio pizza davanti al pc che devo finire un lavoro, poi devo far quadrare i conti, poi devo fare la giornalaia, poi devo scrivere cazzate sul blog poi devo dare conto a tutti i pacci e poi, prima o poi, dovrei anche ricordarmi di andare dall'oculista chi avi un annu chi mi spetta.E poi, prima o poi, meglio prima, se non smetto di fare tutte ste cose diverse tutte insieme ché non ci ho più l'età divento schizofrenica mi gioco il cazzo di qualche mostro che conosco io... E c'è l'oroscopo di Internazionale che dice che i primi del 2009 è megghiu chi mi muccio ma GIA' da novembre le cose andranno meglio




E niente...di che dovrei lamentarmi? Meglio di così!


Caro amico ti scrissi, e ora sai che ti dico? Che canto una canzone, infilo le mani in tasca, mi fazzu 4 passi a pedi come fa Bop e vai mi mi cuccu come si dice a Missina, ché per oggi ho finito e domani sono di pubblicherelazioni, quelle quando devi dire ma che si capisca che è un forse, e dire un forse ma che si capisca che è un no, poi non devi niente e basta ma che si capisca che è me la vedo io oppure un c'è nenti i pigghiari, e quando devi metterti la maschera n. 45 e fare un mezzo sorriso anche a te, testadiminchia, che invece mi magerei un chilo di cipolle a crudo solo per alitarti in faccia la mia vendetta e farti una subitanea ceretta. Vado a dormire e canto quindi, che sui nebrodi si dice mi vai e curcu. Anzi mò telefono a chi so io e la canzone me la faccio cantare, ché pure stonata sono.




Il sorriso più dolce che posso


Caosmo

postato da: caosmogonia alle ore 21:18 | Permalink | commenti (10)
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domenica, 11 gennaio 2009

                            - prima di conoscere me, non valevi niente come uomo




-prima di conoscere me, non eri neppure multiorgasmica




- tesoro, non pretenderei che ti rassicuri sessualmente anche ora che ci odiamo?




La guerra dei Roses




Lei: Dunque, quando parti per la capitale?



Lui: Domani..



Lei: E stasera dove vai?



Lui: A X



Lei: Perché?



Lui: Perché mi scoccia alzarmi presto domattina, per arrivare in tempo all’aeroporto…



Lei: Sicuramente….



Lui: Che vuoi dire?



Lei: Sentiamo, che ci vai a fare a X stasera?



Lui: Ne approfitto anche per andare dall’avvocato, poi domani parto



Lei: Certo…. Quindi? Si può sapere che vai a fare lì stasera, o no?



Lui: Che rompipalle sei. Perché? Ti sto dicendo che devo....



Lei:….



Lui: Rompipalle….ok, devo cenare con una biondina, va bene così?



Lei: Ecco…



Lui: Tu come fai a saperlo?



Lei: Non lo so infatti, ma ormai ti conosco come le mie tasche, sei un invito allo sbadiglio, sai?



Lui: Perché? Sono prevedibile. Non ti rassicurano le persone prevedibili?



Lei: A me mai. Poi mi ci adagio, credo di sapere e prevedere tutto e mi fottono. Non bisogna mai avere troppa fiducia nelle proprie capacità. Prova del nove, sempre.



Lui: Rompipalle….



Lei: Una volta mi avresti detto donna saggia…



Lui: Anche i rapporti migliori si usurano col tempo…

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